lunedì 28 novembre 2011

la scrivania di togliatti

E sì, la scrivania di Togliatti, quella che il  nuovo ministro della giustizia   ma chi cazzo è   Paola Severino si sta preoccupando di ritrovare.  

E' interessante e significativo notare che il ministro di un governo messo su con una specie di golpe bianco diretto da paesi esteri e per il loro solo interesse, si preoccupi di ritrovare la scrivania di un uomo che passò la sua intera esistenza politica, anche da ministro, a prendere ordini da un paese nemico dell'italia, l'urss.

Un uomo che nel  XVI Congresso del Partito comunista dell’Unione Sovietica così espresse il suo amore per la sua terra di origine: 

E’ per me motivo di particolare orgoglio aver rinunciato alla cittadinanza italiana perché come italiano mi sentivo un miserabile mandolinista e nulla più. Come cittadino sovietico sento di valere dieci volte più del migliore italiano

(pagina 185 del resoconto stenografico dell’intervento di Palmiro TOGLIATTI). 



"...L'altra questione sulla quale sono in disaccordo con te, è quella del trattamento dei prigionieri. Non sono per niente feroce, come tu sai. Sono umanitario quanto te, o quanto può esserlo una dama della Croce Rossa. La nostra posizione di principio rispetto agli eserciti che hanno invaso la Unione Sovietica, è stata definita da Stalin, e non vi è più niente da dire. Nella pratica, però, se un buon numero dei prigionieri morirà, in conseguenza delle dure condizioni di fatto, non ci trovo assolutamente niente da dire, anzi e ti spiego il perché. Non c'è dubbio che il popolo italiano è stato avvelenato dalla ideologia imperialista e brigantista del fascismo. Non nella stessa misura che il popolo tedesco, ma in misura considerevole. Il veleno è penetrato tra i contadini, tra gli operai, non parliamo della piccola borghesia e degli intellettuali, è penetrato nel popolo, insomma. Il fatto che per migliaia e migliaia di famiglie la guerra di Mussolini, e soprattutto la spedizione contro la Russia, si concludano con una tragedia, con un lutto personale, è il milgiore, è il più efficace degli antidoti. Quanto più largamente penetrerà nel popola la convinzione che aggressione contro altri paesi significa rovina e morte per il proprio, significa rovina e morte per ogni cittadino individualmente preso, tanto meglio sarà per l'avvenire d'Italia...". 


Non stupisce quindi questo interesse per il cimelio di un criminale di guerra, da parte di un ministro di un governo pronto a sacrificare gli italiani per conto di stati esteri, che stanno cercando di fare dell'italia il capro espiatorio di una politica europea totalmente fallimentare.




giovedì 24 novembre 2011

operazione valchiria II

Dopo le recenti ordini dichiarazioni di Frau  Blücher  Merkel............












Direi che è venuto il momento di una nuova simpatica e ridanciana operazione Valchiria.

 Che funzioni però 'sta volta eh!!





domenica 20 novembre 2011

Great Britain 2

ci hanno detto che l'italia (minuscolo perchè è un paese con un popolo che non merita il maiuscolo) ha un debito pubblico mai visto e  che nessuno ne ha uno simile
ci hanno detto che il debito procapite per cittadino italiano è incredibile
ci hanno detto che se fallisce l'italia fallise anche l'europa e forse il mondo
ci hanno detto che i Mercati (maiuscolo perchè da quelli prende ordini il nostro presidente della II rebubblica di salò) non potevano più tollelare un debito del genere
ci hanno detto che la situazione economica italiana è assolutamente disastrosa
ci hanno detto che a causa di ciò il popolo italiano NON PUO' DECIDERE CHI MANDARE A GOVERNARE....

ecco sì...però...se andate sul sito di questa organizzazione notoriamente supercomplottista, la BBC, scoprirete alcune cose sui debiti esteri dei vari paesi e del rapporto tra tale debito ed il PIL  (o GDP) e sul debito procapite per cittadino.

ecco di seguito gli screenshot messi in ordine di debito procapite:







lunedì 14 novembre 2011

fine corsa

Mi sono convinto che questo popolo di vermi che ancora dà la colpa a berlusconi merita non un Monti ma 1000 così.

Non diro più nulla contro.

Divertitevi coglioni.

domenica 13 novembre 2011

sabato 12 novembre 2011

chi difende l'italia

l'intervento del deputato della Lega Nord Massimo Polledri alla Camera dei Deputati
MASSIMO POLLEDRI. Oui, merci, bonjour monsieur le Président. Je voudrais adresser le salut de ma partie politique au lieutenant de la France qui est dehors. Je regrette... Je ne Pag. 30peux pas parler allemand... (Applausi dei deputati del gruppo Lega Nord Padania).
PRESIDENTE. Onorevole Polledri, noi ci complimentiamo per il suo francese, che peraltro non sono la persona più indicata a giudicare, però le ricordo comunque che in questo Parlamento si parla in italiano.
MASSIMO POLLEDRI. Signor Presidente, la ringrazio anche della sua pazienza. Faccio notare che in questo Parlamento, però, si è parlato francese, perché il primo statuto che si è mutuato da quello Savoia era in francese (Applausi dei deputati del gruppo Lega Nord Padania), tanto che il primo re d'Italia non è partito con il numero uno, come doveva, ma in continuità con quello savoiardo. Questa era una piccola digressione. Signor Presidente, ho sentito parlare di molte cose.
PRESIDENTE. Sul piano storico avrei qualcosa da obiettare, ma possiamo procedere.
MASSIMO POLLEDRI. La lingua iniziale dello Stato italiano, con lo Statuto albertino, era l'italiano insieme al francese, quindi il francese sarà una lingua che dovremo riprendere sicuramente, viste le condizioni politiche in cui siamo.
PRESIDENTE. Onorevole Polledri, da questo punto di vista, la invito anche ad imparare qualche parola di tedesco, ma nel frattempo procediamo in italiano.
MASSIMO POLLEDRI. Molti nemici, molto onore, si diceva in passato. Noi non abbiamo nemici, ma sicuramente abbiamo molte persone... (Commenti). Noi non abbiamo perso l'onore, ma preferiamo morire in piedi piuttosto che vivere strisciando, come magari farà una parte, ahinoi, del Parlamento e di questo Paese.
Signor Presidente, noi abbiamo la memoria abbastanza lunga, non come altri colleghi che in questi giorni si sono abbeverati al fiume Lete. Colleghi che si svegliano da una passione berlusconiana incredibile si abbeverano al fiume Lete e si trovano improvvisamente da un'altra parte, dimenticandosi Pag. 31dei minimi principi di gratitudine. Questo serviva a Dante nel Purgatorio perché, quando qualcuno doveva dimenticare i propri peccati, beveva e in qualche modo dimenticava.
Signor Presidente, in questo coro, in cui l'Europa è giudicata come il nostro migliore alleato, ci sono elementi che non tornano. Non ho sentito per esempio parlare del «servizietto» - chiedo scusa - che ha fatto seguito alla decisione del Lebe, che è il meccanismo di supervisione. Visto che tutti i giorni ci dicono: andate avanti, vi vogliamo aiutare, hanno pensato di ridefinire nei primi settanta istituti di credito gli indici di solidità patrimoniale, che sono stati aumentati. Il direttorio franco-tedesco, che salutiamo in attesa che possa prendere ufficialmente possesso del Paese, ha detto una cosa semplice per quanto riguarda la valutazione dei prezzi di mercato dei titoli del debito, quindi il nostro debito. Prima i titoli del portafoglio erano determinati a scadenza al valore d'acquisto, ora si è deciso un bel deprezzamento contabile al prezzo di mercato. Questo giochino costerà alle nostre banche qualcosa come 14 miliardi di euro, che dovranno essere capitalizzati. Non ho sentito nessuno di tutti questi europeisti dire ciò. Funziona molto bene per le altre banche. Non ho sentito nessuno ringraziare la Deutsche Bank quando ha buttato fuori gran parte dei nostri titoli di Stato, che poi ha dovuto ricomprare. Era un piacere che aveva fatto a questo Paese? Siamo nella stessa Europa? Poi ci dicono: vogliamo un qualche modo...
Non sono stati contabilizzati, negli indici di solidità patrimoniale, i titoli tossici, le attività ad alto rischio, la differenza tra banche di investimento e banche di intermediazione. Non si è detta una parola sui vari istituti, come Lehman Brothers e Dixie, che ci hanno portato alla speculazione.
Nel mezzo vi è stata un'enciclica del Papa che ha riconosciuto come l'egoismo, l'insincerità, la mancanza di solidarietà, abbiano portato un gruppo ristretto alla crisi economica, giochicchiando, negli Stati Uniti, sui debiti delle famiglie e sui nostri debiti. Vi è un gruppo ristretto che ha giocato, arricchendosi pesantemente in questi giorni, sul debito sanitario della nostra nazione. Nessuno, ripeto, nessuno, ha avuto il coraggio di esprimere una parola di esecrazione per questo. Questi meritavano un sacco di legnate! Un Parlamento serio e una politica seria avrebbero dovuto prenderli a legnate, non consegnargli le chiavi del Paese, come a dire: «Prego, madama la marchesa».
Avete mandato via Berlusconi, questo è sufficiente, colleghi della sinistra? Il regicidio per consegnare la politica. In questo Parlamento parliamo ancora italiano, forse ce lo lasceranno parlare ancora per un po', ma le decisioni le prenderanno da un'altra parte. A meno che non pensiamo che qualcuno sia dotato di potere taumaturgico. Come il Presidente sa, per noi il verbo, la parola, ha un carattere sostanziale, ma bisogna fare attenzione perché molte volte questo può avere un effetto placebo che cura per un attimo.
Inoltre, vedo poca cortesia istituzionale, vedo un bravissimo senatore, una persona alla quale facciamo i nostri migliori auguri, che riceve più di Gesù bambino in questi giorni (Applausi dei deputati del gruppo Lega Nord Padania). Stanno andando tutti da lui, ma il Parlamento non ha ancora deciso, il Governo non si è ancora dimesso. Sarebbe necessario un minimo di forma, per carità, altrimenti chiudiamo.
Il suo Presidente ieri, in un'intervista, facendo rivoltare Terracini nella tomba - ricordiamo le discussioni dell'Assemblea costituente quando si parlava del numero di parlamentari - alla domanda «Cosa facciamo per il futuro?» Ha risposto: «Dimezziamo il numero dei parlamentari, diamo vita ad una bella legge elettorale e vedrete che gli italiani mangeranno di Pag. 33più, meglio e tutti i giorni». Allora, signor Presidente, noi non ci abbeveriamo al fiume Lete e ricordiamo che il primo momento di unità questo Paese lo conobbe allorché si presentarono i francesi con l'insorgenza perché, ovunque si presentarono, vi fu una reazione popolare. Se andiamo a palazzo Colonna, poco lontano da qui, i conti e i principi hanno lasciato il buco di una colubrina, con una palla del cannone, a futura memoria. Vorrei ricordare, per esempio, che il 22 settembre Napoleone arrivò a Milano e portò un bell'albero e vi ricordo che la gente si arrabbiava molto perché voleva cambiare le abitudini. Inoltre, legava le campane, i mesi non si chiamavano più novembre o dicembre, ma avevano altri nomi, anche loro avevano come ricorrenza il quinto anno della rivoluzione francese, come un'altra ricorrenza che tristemente venne dopo. Dicevo, Napoleone piantò l'albero della libertà, mentre intanto requisiva cavalli da sella, richiedeva 3 mila fucili, vuotava le casse dello Stato, dell'ospedale maggiore, del capitolo della Chiesa metropolitana.
Vorrei citare il Fianchetti, uno scrittore dell'epoca, perché il 22 settembre si festeggiò -immagino che nelle future ricorrenze il 22 settembre sarà ricordato come la presa di Milano. Le feste civiche del rimanente erano scarso conforto ai pesi dell'invasione, aggravati dall'ignoranza burbanzosa e dalla rapacità spudorata di molti commissari francesi.
Non essendo ancora interamente saldato il debito di venti milioni - perché anche loro non ci arrivavano mai a saldare il debito, anche all'epoca - il Direttorio aveva mandato per reclamarne la riscossione. Il grande economista Pietro Verri disse: va bene, ci sostituiamo in qualche modo al debito, garantiamo noi il debito. E cosa si fece? Quello che farà questo Governo. L'amministrazione generale della Lombardia pensò bene di assumere il carico delle sue amministrazioni e inventò la prima patrimoniale, signor Presidente, imponendo un prestito forzoso a diciannove famiglie ricche.
Peccato che allora non c'erano i Colaninno e gli altri che avevano i soldi, né c'èrano i De Benedetti che i soldi non ce li hanno qua. Voglio vedere come facciamo ad andare a prendere quei soldi in Lussemburgo o da altre parti. Fu la prima patrimoniale, per famiglie imputate di aristocrazia o ree di essersi ritirate in campagna.
Noi, quindi, abbiamo già vissuto un periodo simile, che non viene ricordato ma è stato il primo momento di Unità d'Italia. Pag. 34All'epoca, signor Presidente, i generali di Bonaparte nel portarci la libertà stimarono circa 60 mila morti che, secondo il calcolo odierna sono circa 200 mila morti. Non ce ne è traccia fra i nostri.
L'unica speranza è che allora venne la Repubblica Cispadana. Non ne farò menzione, ma arrivò la Repubblica Cispadana e, quindi, se la storia segue un determinato corso, noi in qualche modo siamo relativamente fiduciosi (Applausi dei deputati del gruppo Lega Nord Padania).
Signor Presidente, se vogliamo dire altro, l'assunto è: cosa è cambiato rispetto a due o tre mesi fa? Non lo dico io e non lo dice Berlusconi. Se andate a prendere il The Economist di oggi, si legge chiaramente che vi sono tutta una serie di bugie che vengono dette. Il titolo è solvibile e, se vogliamo tener duro, anche se per un anno - lo dice il The Economist. Quindi l'economia è più solida e non si può parlare di Grecia, perché sono delle sciocchezze. Ci sono delle differenze notevoli. The Economist ci dice chiaramente che l'Italia ha una maturità dei propri conti e dei propri debiti, emessi a lungo termine, e può tenere il costo anche per un lungo periodo. La prossima che sarà di 250 miliardi nel prossimo anno sarebbe sostenibile ad un tasso del 7,5 per cento. Un tasso del 7,5 per cento ci porterebbe meno dell'1 per cento del PIL. Certamente, nessuno si auspica ciò, ma sono incredibili i cori «Addio, muoriamo dopo due giorni».
È evidente che in qualche modo qualcuno ha mosso i mercati e che qualcosa è cambiato, perché c'è una volontà politica. Di manovre ne abbiamo fatte tante, signor Presidente. Nel 2014 vorrei vedere la Francia. Noi abbiamo ricevuto una lettera al giorno (36 punti, 5 punti e via dicendo), ogni tanto ci arriva un Commissario e poi un altro.
PRESIDENTE. La prego di concludere, onorevole Polledri.
MASSIMO POLLEDRI. A questo riguardo vorrei sapere se quest'ultimo Paese con un rapporto deficit-PIL cresciuto dal 7 al 7,1 per cento, così come la Spagna da 9,1 a 9,3, il Portogallo da 9,1 a 9,6, e, in qualche modo, anche la Germania, qualcuno di questi Paesi ha mai ricevuto una cartolina, un francobollo, un sms, un mms, qualunque cosa, una telefonatina, un colpo di citofono? Mai niente! Arrivano invece qua da noi sempre e comunque. Forse perché dopo l'Edison magari c'è altro? Pag. 35Magari ci sono le Generali? Magari c'è l'ENI? Magari invece del Britagnia la chiamiamo la Loira? Facciamo qualcosa d'altro? E siamo sicuri che in qualche modo ci sarà maggiore equità sociale? Io non credo che ci sarà maggiore equità sociale.
PRESIDENTE. Deve concludere, onorevole Polledri.
MASSIMO POLLEDRI. Signor Presidente noi chiudiamo. Pensiamo che avremmo potuto fare di più. Forse avremmo potuto fare meglio e di questo chiediamo scusa agli italiani e ai padan

IV reich

Gli inviati della Banca centrale europea e dell'Unione europea hanno interrotto una riunione della commisione parlamentare italiana che stava esaminando il Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2012 e bilancio pluriennale per il triennio
2012-2014.

Chi sino a ieri scendeva in piazza per "difendere la Costituzione" e blà blà, oggi si prepara a cambiarla in quattro e quattr'otto.

Chi sino a ieri berciava di pericolo per la democrazia  con al potere Berlusconi, ora appoggerà il governo collaborazionista Salò-Monti.

Chi sino a ieri dava del massone a Berlusconi e festeggiava il 25 aprile, appoggerà il governo della finanza internazionale  che ci macellerà per far piacere a paesi stranieri che di fatto, tramite il presidente della repubblica, controllano ormai il nostro parlamento

Chi parlava di stato sociale appoggerà il governo del banchiere Profumo .

Siamo al IV reich, manca solo al di là delle alpi un nuovo governo Vichy.

Che dici zia?


venerdì 11 novembre 2011

me l'hanno detto i Mercati

Ed ecco il parlamento italiano
che si appresta ad appoggiare
il governo Vichy-Monti.
 
 
 
 
 
 
 

giovedì 10 novembre 2011

senza più alibi

Non ho mai visto gente così terrorizzata, dal vedere il proprio nemico uscire di scena.