giovedì 18 agosto 2011

solidarietà ad Israele



Mentre aspettiamo le manifestazioni dei pacifinti a singhiozzo, contro il diritto di difesa di Israele, leggiamo in questo articolo che 
"Gli abitanti della Striscia, insomma, tremano" 
mentre evidentemente i cittadini israeliani, trucidati negli attentati ed a continuo rischio di morte se la devono proprio passare bene.
Inoltre il manovratore di penna, dopo aver specificato che
   "su quegli autobus viaggiavano sia civili che militari. Negli attacchi sono rimasti coinvolti anche veicoli militari e civili""
come se facesse qualche differenza ,ci fa sapere che  
"A Gaza i leader politici di Hamas sono già nascosti nei bunker sotterranei. Lo stesso accadde ai tempi di Piombo Fuso. Operazione nella quale morirono morti più civili che miliziani"[miliziani mica terroristi]"
dimenticandosi di ricordarci perchè tale operazione iniziò, di come hamas usasse i civili come scudi umani  ed anche di dire che l'obiettivo di tutta la strategia dei terroristi islamisti palestinesi  siano in primis i civili israeliani.
Bel giornalismo veramente.

mercoledì 17 agosto 2011

Political correctness: esercizio n.1


Prendiamo il seguente titolo di articolo:

“Un tempio Sikh in cuore pianura padana”

contenente numerosi elementi che potrebbero turbare le sensibilità di lettori/lettrici portatori/portatrici di sensibilità diversificate e trasformiamolo in un titolo politically correct.

1.      Innanzitutto il riferimento al “cuore della pianura padana” non risulta accettabile in quanto richiamo non meramente  geometrico bensì inutilmente retorico  (cuore) ad  entità geografica utilizzata per affermare oggigiorno da alcune forze politiche, l’apparteneza ad un nucleo “etnico\culturale” che definisce l’altro come “problema”, poco importa che sia o non sia così  nelle intenzioni del titolista, sussistendo comunque la possibilità di tale interpretazione ed adesione identitaria. Quindi:

a.      “Un tempio Sikh al centro del bacino idrografico del fiume Po”

2.      Tale primo tentativo di normalizzazione pur risultando migliore presenta ancora alcuni punti di disagio, il “fiume PO” ormai è indissolubilmente  legato nell’immaginario del lettore moderno a riti metapolitici nei quali si correla la “sorgente “ del fiume in oggetto all’origine mitica di un popolo ed al suo legame sacro con un territorio, ricadendo così nel meccanismo di identificazione escludente sopra indicata. Quindi:

a.       “Un tempio Sikh al centro del bacino idrografico del più lungo fiume d’Italia ”

3.      Nuovamente però ci ritroviamo ad utilizzare un termine “Italia” che sottende l’idea di identificazione nazionale che presuppone un confine concettuale/geografico definente un “noi” ed un “voi” altro e quindi potenzialmente ostile. Risultando ormai chiara la necessità di non dover usare riferimenti toponomastici correlati ad eventi storico/politici che perpetuino tale meccanismo, possiamo riscrivere il titolo:

a.      “Un tempio Sikh al centro del bacino idrografico del più lungo fiume del territorio dell’emisfero settentrionale appartenente ai fusi 32, 33 e 34, fasce T ed S, sistema UTM”

4.      Rimane da correggere il riferimento religioso specifico (tempio sikh) in quanto affermante una visione ontologica parziale e non condivisa  dalla comunità scientifica. Quindi:

a.      “Una struttura architettonica destinata alla pratica dei riti delle persone che  ritengono che sussista, pur non essendo provato in alcun modo scientificamente verificabile, un’entità superiore immortale ad origine dell'esistente e che, nel caso in specie, seguono i precetti contenuti nel testo Adi Granth, al centro del bacino idrografico del più lungo fiume del territorio dell’emisfero settentrionale appartenente ai fusi 32, 33 e 34, fasce T ed S del sistema UTM”

 

Grazie dell’attenzione.