giovedì 30 giugno 2011

mercoledì 29 giugno 2011

gente di un certo livello

Bon, allora, 'sta mattina (mamma mia che incipit eh,!) all'ora di pranzo vado in posta per pagare una bolletta, ci saranno stati più di 30 gradi, entro e trovo una discreta coda, decido quindi di rimandare il pagamente a dopo pranzo ma prendo il bigliettino che magari mi salto un po' di attesa.
Vado nel locale lì vicino, ordino, mangio e torno in posta.
In effetti l'operazione è riuscita e mi ritrovo solo due persone davanti.

Mentre aspetto il mio turno, nella sala d'attesa mediamente piena, entra una signora  di mezza età che all'incirca era un mix dei seguenti due personaggi:

LA CONTESSA SERBELLONI MAZZANTI VIEN DAL MARE

IZMA  (@ Gairmund: so che apprezzerai la citazione :-))
La signora è visibilmente alterata guarda il suo biglietto e pare non capire, io vedo che il suo numero è orrmai passato.
E' chiaro che la tipa  vuole passare avanti e si muove sempre più vicino agli sportelli costringendomi a spostarmi che, voglio dire, fa caldo e la virago ha l'aspetto sopra descritto e sembra sotto farmaci.

Scatta il mio numero e la signora si butta sullo sportello dove dovevo andare io, mi muovo e mi piazzo di lato allo sportello, infilo il mio numero sotto il vetro con la bolletta facendo presente che  il mio turno, la sportellista mi dà ragione dicendo che non dovevo andarci di mezzo io, la signora comincia borbottare dicendo "ma che modi sono, un po' gentilezza!" però non si sposta costringendomi a stare di lato al che le dico di spostarsi e di permettermi di fare il pagamento in pace. Rimbrottando si fa da parte dicendo "Lei è un proprio un cafone! cosa deve fare una se si è sbagliata deve morire, eh! le sembra! lei è proprio maleducato!" e continua a berciare.
Io non la cago manco di striscio.
Mentre pago scambiando occhiate di compatimento con l'impiegata, sento una signora che gentilmente fa presente alla signora la necessità di prendere un altro biglietto.
Non riesce però a finire la frase che la sciroccata parte  muovendosi verso l'uscita dell'uffficio urlando:

"ALLOR SAPETE COSA VI DICO?
ANDATEVENE TUTTI AFFANCULO!!!"
Mentre esce le rivolgo finalmente la parola e ridendo le dico:

 "Certo che lei signora invece è moooolto educata!"

La gente ride e commenta e così un'altra simpatica avventura all'ufficio postale si conclude.

Bye.



martedì 28 giugno 2011

+ TAV-OR X TONTI

Quando rispetto ad un opera, quale che sia, le obiezioni cominciano a riguardare un po' troppe cose assolutamente non in relazione tra di loro, bisognerebbe cominciare a sospettare della validità delle stesse.

Voglio dire statisticamente quante probabilità ci sono che un'opera, nel caso specifico la TAV, riesca ad assommare in sè, secondo i suoi detrattori,  i seguenti problemi (ma solo da noi evidentemente perchè in Francia vanno avanti da anni), riuscendo ad unire l'estrema sinistra e l'estrema destra nella lotta contro il Leviatano Ferrato ed il globalismo massongiudoplutodemocratico?

1) uranio sotto i monti
2) amianto sotto i monti
3) distruzione delle falde acquifere
4) multinazionali che manovrano il tutto dietro le quinte
5) criminalità organizzata che sta dietro alle scelte politiche
6) impatto ambientale che neanche hiroshima (i treni ad alta velocità/capacità nell'europa che piace tanto agli antiitaliani nostrani  si fanno da tempo)
7) essere un opera che risulterebbe obsoleta al momento del suo collaudo (emh..... l'opera fu programmata nel 1991, gli stessi che fanno questa obiezione sono gli stessi che da vent'anni mettono i bastoni in mezzo alle ruote per ritardarla e i vari governi che si sono succeduti sono colpevoli di non aver preso delle decisioni chiare)

 

Una risposta che disvela il mistero comunque c'è:


FANTAGENITORI !!!!!!!






domenica 19 giugno 2011

Ipocriti del terzo millennio

Come ben si sa il governo nel tentativo di disinnescare il referendum sul nucleare ha emesso una legge (cd. omnibus) che cancellava il programma nucleare.
I "partigiani del terzo millennio",  hanno subito levato gli scudi alla lesa maestà popolare.
Vediamo un po' cosa ha detto la segretaria della KGIL, organizzazione che ha usato i soldi (ma quanti?, ricordiamo che i sindacati non hanno l'obbligo di rendere pubblici i loro bilanci)  e tutti i mezzi a loro disposizione per promuovere una delle più grandi mistificazioni degli ultimi anni:

"La conferma da parte della Cassazione che i due quesiti sul piano nucleare del governo sono oggetto del voto del 12 e 13 giungo, credo sia una positiva risposta democratica, perche' c'e' il rispetto della legge di questo Paese che notoriamente dice che se si vuole non fare effettuare un referendum bisogna fare una normativa che vada incontro ai quesiti che ci sono".

Interessante.... peccato che nel 1995 si tenne un referendum su vari quesiti, uno di questi era relativo  alle "trattenute contributi sindacali" cioè si chiedeva agli italiani di abolire la trattenuta automatica in busta paga delle stesse.
Accadde che l'allora governo di centrosinistra con l'appoggio di KGIL-CISL-UIL tentò di varare una legge per disinnescare il referendum.

Evidentemente all'epoca andava bene alla KGIL  il non rispetto  della legge di questo paese e non occorreva una risposta democratica! 
Come si cambia eh!!

L'operazione non riuscì e i cittadini italiani dissero sì all'abolizione in busta paga delle trattenute sindacali e ovviamente l'allora governo di centro sinistra assieme alla KGIL se ne sbattè allegramente le balle della decisione degli italiani ed ad oggi le trattenute sindacali in busta paga si continuano a fare.

E quindi perché questo governo dovrebbe rispettare i risultati del referendum, banda di ipocriti?

sabato 11 giugno 2011

EPIC FAIL!!

Bersani commenta l'intenzione di Berlusconi di non andare a votare:

"Sono 16 anni - ha detto Bersani - che il quorum in Italia non si raggiunge perche' abbiamo un'asticella troppo alta, una norma assurda e per questo proponiamo di calcolare il quorum non sul 51% dei votanti, ma sulla partecipazione degli elettori alle precedenti elezioni politiche. Detto questo - ha proseguito - io sono fiducioso, siamo ad un passo dal quorum".
  Secondo Bersani "c'e' sicuramente uno sforzo da fare, io andro' a votare presto, alle 10 di mattina e se mi metto la sveglia anche alle 9. Ma sento una sensibilita' diffusa da parte dei giovani sul merito del referendum. I partiti si devono impegnare - ha concluso - se lavoriamo con convinzione al rush finale sono sicuro che ce la facciamo". (AGI) 



venerdì 10 giugno 2011

l'inganno referendario

L'unica cosa certa di questi referendume è che vi stanno prendendo per il culo.
Cominciamocome esempio da questo sito:

Innanzitutto faccio notare che hanno linkato il testo non aggiornato della legge che subirà le modifiche in caso di vittoria del referendum e questo per dare il senso della livello professionale della faccenda. 
Si sono dimenticati solo queste modifiche:

Se il buongiorno si vede dal mattino...

Come seconda cosa ricordatevi che l'articolo che si vuole eliminare (il 23 bis del D.L. 112/2008 e s.m.i.) non parla mai di ACQUA ma solo di  Servizi Pubblici Locali di rilevanza economica che ricomprendono anche i servizi idrici integrati.
Peccato che questi servizi idrici integrati siano normati specificatamente anche per quanto riguarda le forme di gestione da altre leggi  ( in primis D.Lgs 152/2006 e s.m.i.  - che è toccato solo in minima parte e solo per quanto riguarda la parte tariffaria dal quesito referendario 2 - e dal D.Lgs 267/2008 e s.m.i). Questo è importante per capire che un eventuale vittoria del sì non avrebbe le conseguenze che vi spacciano per certe.
Comunque vi dicono che se voterete sì al quesito Acqua 1 voterete per la gestione pubblica dell'acqua e che

" se vince il SI: il servizio idrico è gestito da enti pubblici."(sic!)

Con l'affermazione di cui sopra vogliono far credere che:
  1. attualmente il servizio idrico è gestito da enti pubblici
  2. se la norma non venisse abrogata il servizio idrico sarebbe totalmente gestito da privati
FALSO
 
Oggi molti molti servizi idirci integrati sono già gestiti da società miste pubblico privato   e questo non a causa dell'articolo che si vuole eliminare,

con la vittoria del SI' continuerebbero a poter essere gestiti da società miste pubblico privato  ma anche da formate da privati soli (art. 113, comma 5 del decreto legislativo 267/2008 e s.m.i. riportato nell'art. 150, comma 1, del D.Lgs 152/2006)
a) a società di capitali individuate attraverso l’espletamento di gare con procedure ad
evidenza pubblica;
b) a società a capitale misto pubblico privato nelle quali il socio privato venga scelto attraverso
l’espletamento di gare con procedure ad evidenza pubblica che abbiano dato garanzia di
rispetto delle norme interne e comunitarie in materia di concorrenza secondo le linee di
indirizzo emanate dalle autorità competenti attraverso provvedimenti o circolari specifi che;
(27) L’articolo 23 bis, comma 11, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6
agosto 2008, n. 133, ha disposto l’abrogazione dell’articolo 113 del testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali,
di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, e successive modificazioni, nelle parti incompatibili con le disposizioni
di cui allo stesso articolo.
- 73 -
c) a società a capitale interamente pubblico a condizione che l’ente o gli enti pubblici
titolari del capitale sociale esercitino sulla società un controllo analogo a quello
esercitato sui propri servizi e che la società realizzi la parte più importante della
propria attività con l’ente o gli enti pubblici che la controllano.

L'articolo che si vuole abrogare non esclude la possibilità che il servizio possa essere gestito solo dal soggetto pubblico ma questo deve dimostrare di essere efficiente.
Si preferisce invece la societò mista (con il privato ad un minimo del 40% delle quote), ma in questo caso il pubblico può rimanere tranquillamente socio principale (non per le società quotate in borsa).
La ratio della legge (sulla quale si può essere d'accordo o meno) è che si vuole favorire l'introduzione del privato all'interno dei Servizi Pubblici Locali di rilevanza economica per ridurre gli sprechi.



I manifesti che vedete in giro a favore del SI' dicono che bisogna votare si' perchè l'acqua resti pubblica:

FALSO

La legge oggi dice e lo dirà domani, a prescindere dall'esito del referendum:

(D.Lgs 152/2006)
Art. 143.
P
roprietà delle infrastrutture
1. Gli acquedotti, le fognature, gli impianti di depurazione e le altre infrastrutture idriche di proprietà pubblica, fino al punto di consegna e/o misurazione, fanno parte del demanio ai sensi degli articoli 822 e seguenti del codice civile e sono inalienabili se non nei modi e nei limiti stabiliti dalla legge.
2. Spetta anche all'Autorità d'ambito la tutela dei beni di cui al comma 1, ai sensi dell'articolo 823, secondo comma, del codice civile.
Art. 144.
Tutela e uso delle risorse idriche
1. Tutte le acque superficiali e sotterranee, ancorché non estratte dal sottosuolo, appartengono al demanio dello Stato.
2. Le acque costituiscono una risorsa che va tutelata ed utilizzata secondo criteri di solidarietà; qualsiasi loro uso è effettuato salvaguardando le aspettative ed i diritti delle generazioni future a fruire di un integro patrimonio ambientale.
3. La disciplina degli usi delle acque è finalizzata alla loro razionalizzazione, allo scopo di evitare gli sprechi e di favorire il rinnovo delle risorse, di non pregiudicare il patrimonio idrico, la vivibilità dell'ambiente, l'agricoltura, la piscicoltura, la fauna e la flora acquatiche, i processi geomorfologici e gli equilibri idrologici.
........
 l'articolo che si vuole abrogare (23 bis) dice 
al comma 5
5. Ferma restando la proprietà pubblica delle reti, la loro gestione può essere affidata a soggetti privati.


PERCHE' FIDARSI DI PERSONE CHE
NON DANNO INFORMAZIONI 
CORRETTE?




 

sabato 4 giugno 2011

giovedì 2 giugno 2011

incidenti lessicali

Nikki Ventola a Pisapia dopo il comizio a Milano.

«Abbiamo lavorato insieme - prosegue - a ripulire il nostro vocabolario da certe oscillazioni semantiche, dalle parole furbe e sporche, dai giochetti di chi capovolge il senso delle cose e usa le parole per manipolare, piuttosto che comprendere. Abbiamo lavorato insieme per bonificare la nostra lingua da quei codici comunicativi di derivazione militare che ci intruppano come soldati, che ci armano di sillabe innescate per colpire, per infangare, per annullare piuttosto che per esercitare discernimento ed accoglienza."

«Per questo - sottolinea il presidente di Sel - ci tengo a dirti che solo l'emozione mi ha indotto ad usare il verbo espugnare per nominare la bella vittoria di Milano. Un vecchio stile verbale mi ha espugnato la genuina intenzione. Non dovevo dire di una felicità come una conquista. I conquistatori, quelli che non fanno prigionieri, sono altri. Liberare era ed e' il verbo giusto, ne' espugnare ne' conquistare.
«Ma qui, su questo incidente lessicale si sta giocando una partita sporca, fatta di parole sporche - insiste Vendola -. Perché per nulla al mondo io sono disposto a considerare ebbre le parole di fraternità nei confronti di ogni essere umano. Sono orgoglioso di aver parlato ai miei fratelli e sorelle rom, ai miei fratelli e sorelle musulmani."



Quindi per Nicchi e per Pisapia, loro hanno liberato (minuto 2:15) Milano.

Secondo la Treccani "liberare" ha i seguenti significati:

a. Rendere libero, restituire alla libertà: l. gli schiavi, l. un prigioniero; determinando: l. il paese dai nemici; l. un sequestrato dalle mani dei banditi; l. il popolo dalla schiavitù, dall’oppressione, dalla tirannide; l. l’uccellino dalla gabbia; Cristo liberò le anime dei patriarchi dal limbo. Più genericam., e con uso assol., lasciare libero: l. un appartamento, riconsegnandolo al proprietario alla fine del contratto di locazione o in seguito a sfratto; l. la stanza (d’albergo), lasciarla a disposizione di nuovi clienti. Fig.: l. l’animo dal timore; l. la mente dall’errore, dai pregiudizî; l. i popoli dalla paura.

b. Per estens., salvare da pericoli, da un male, sottrarre a danni, molestie e sim.: l. la città dal contagio; l. un paese dalla fame; l. da una malattia, da una condanna, da fastidî, dai debiti, ecc.; in due modi si può l. uno dal male, o con cavarnelo quando v’è egli caduto, o con preservarnelo (Segneri); Dio ci liberi da certa gente!; e come esclamazione enfatica: Dio ne scampi e liberi!; se, Dio liberi!, dovesse andar male, siamo tutti rovinati. Sciogliere: l. il prigioniero dai ceppi, il cane dal guinzaglio, l’asino dalla cavezza, la mano dalla stretta; fig.: l. da un vincolo, da un’obbligazione, da un impegno, dalla parola data; quindi anche esimere, affrancare: l. da una spesa, dal pagamento di un’imposta.

c. rifl. Acquistare libertà, sottrarsi, sciogliersi, disimpegnarsi, ecc.: liberarsi da una soggezione, dalle catene, da una incomoda posizione, da un pericolo; liberarsi da un grave difetto, dalla superstizione, dal rimorso; non vedo l’ora di liberarmi da questo incarico; liberarsi dagli avversarî, sottrarsi alla loro forza; ma, liberarsi degli avversarî, togliere loro la possibilità di nuocere, o anche privarli della vita; in genere, liberarsi di qualcuno, levarselo di torno: finalmente mi son liberato di quel seccatore! In senso più concr. e materiale, liberarsi di un peso, di un impaccio, liberarsi degli abiti, toglierseli di dosso.


Quindi i milanesi (perchè immagino che si riferissero a loro quando parlavano di Milano) erano ostaggio di qualcuno o di qualche cosa di negativo, imposta da altri in maniera coercitiva e/o erano preda dell'ignoranza, della superstizione e segnati dal peccato.

Pisapia, Vendola  ed i loro militanti, come moderni partigiani, sono allora intervenuti per sciogliere le catene dell'oppressione e/o per mondare le anime lordate dal peccato del popolo meneghino.

Sì, ma innanzitutto, chi sarebbero questi oppressori di Milano?
Le precedenti giunte di centrodestra?
Quelle votate, così come è capitato a questa tornata elettorale, democraticamente dai milanesi?
E chi è che ha eletto questa nuova giunta?
Il 54,1 % del 67,38% dei milanesi aventi diritto al voto e che si sono recati alle urne cioè:


Pisapia è stato votato dal 36,4526% degli aventi diritto al voto.
Cioè il  63,5474% degli aventi  diritto al voto non lo ha votato.
Questo solo per quantificare i numeri reali che stanno dietro alla "LIBERAZIONE".



Quindi gli oppressori che opprimevano milano erano i milanesi stessi che adesso hanno condotto una guerra di liberazione da loro stessi e/o i milanesi erano dei poveri peccatori che hanno ceduto alle lusinghe del diavolo di Arcore e che ora Bibì e Bibò imponendo le mani hanno mondato dal peccato originale di votare qualcuno che non fosse di sinistra, che li hanno liberati dal razzismo e dall'egoismo, portando la religggione dell'ammore?

Oppure questa volta, più semplicemente, hanno vinto le elezioni a Milano?