giovedì 30 dicembre 2010

WANTED!


""Preservarne l'integrità fisica". Questo sarebbe il motivo per il quale il presidente brasiliano uscente, Inacio Lula da Silva, avrebbe deciso di non estradare l'ex terrorista rosso Cesare Battisti. Lo ha rivelato il canale verdeoro Globenews, che ha così anticipato la (presunta) decisione del presidente Lula, che già nei giorni scorsi aveva annunciato di non voler lasciare la "patata bollente Battisti" nelle mani Dilma Rousseff,  presidente dal primo gennaio 2011......
CHI E' CESARE BATTISTI - Su Cesare Battisti pende una condanna in contumacia all'ergastolo, con sentenze passate in giudicato per aver commesso quattro omicidi, legati a doppio filo alle violenze che hanno scosso l'Italia durante gli anni di piombo. Tra le efferatezze commesse da Battisti -  oltre a rapine in banca e supermercati, i cosiddetti "espropri proletari" - secondo gli inquirenti c'è l'omicidio di Antonio Santoro, maresciallo della Polizia penitenziaria, freddato nel 1978 a Udine. Nel 1979, l'ex terrorista rossso Battisti fu complice nell'omicidio di Lino Sabbadin, colpevole di esseresi opposto a un tentativo di rapina nella sua macelleria.

IL CASO TORREGIANI - L'anno successivo il caso più eclatante: l'omicidio, a Milano, del gioielliere Pierluigi Torregiani, in cui fu coinvolto anche il figlio dell'uomo, da quel giorno costretto su una sedia a rotelle. Battisti fu condannato come co-ideatore dell'attentato. L'ultimo omicidio di cui è accusato Battisti risale sempre al 1979, quando sempre a Milano, l'agente della Digos Andrea Campagna, fu freddato con diversi colpi d'arma da fuoco al volto: l'ex Pac è ritenuto l'esecutore materiale dell'omicidio."

da Libero

Link all'estratto del libro di Giuseppe Cruciani "Gli amici del terrorista", riguardante le protezioni delle quali l'infame assassino ha goduto.

giovedì 23 dicembre 2010

Rivelazioni

Devo dire che quando un po' di giorni fa ho sentito la Bindi espimere il concetto che un eventuale ingresso dell'UDC nell'attuale maggioranza di governo sarebbe stato un "ribaltone perché Casini è stato eletto con l'opposizione" , tal affermazione mi è parsa una sciocchezza.
Perché innanzitutto nessuno si presenta alle elezioni per andare all'opposizione ma bensì per andare a governare, poi se perde  "fa l'opposizione". Non esiste una "coalizione di opposizione", esistono dei partiti che perdono e non governano.
Inoltre perché per le politiche del 2008 l'UDC non si era presentato nella coalizione capitanata da Walter Veltroni ma, bensì, aveva corso da solo. Dopo cinque anni passati a governare l'italia nella coalizione di centro destra, non avendo accettato di confluire nel PDL ed il PDL, a quanto dice Berlusconi, su ordine di Fini, non avendo accettato l'apparentamento come con la Lega, tale partito aveva scelto  di partecipare alle elezioni in maniera autonoma.

Ma quando questa mattina su La7 ho sentito Andrea Orlando del PD & co. (co.= Nicchi) ripetere lo stesso concetto e cioè che  " alcuni parlamentari che sono stati eletti PER FARE L'OPPOSIZIONE passano in maggioranza" (min. 00.30 circa) in me qualche cosa è scattato.

Io adesso non so se Siddharta Gautama Buddha quando sotto l'albero di fico raggiunse la (il?) bodhi, abbia provato ciò che io ho provato, fattostà che il mio mondo da oggi non sarà più lo stesso, non potrò più camminare per strada dicendo di "non sapere".

Io adesso so!

Quella che mi è sembrata, da parte del PD & co, una strategia politica degna di un branco di lemming, tutte quelle dichiarazioni che avrebbero fatto impallidire Tzara ed Artaud e che facevano sì che uno si domandasse "ma sta scherzando? è una candid camera, tirate fuori Nanni Loy dai!!", adesso mi è chiara.

Stupido io che credevo che il PD & co volesse  andare al governo, adesso ho capito!

Il PD & co. quando partecipa ad un'elezione corre per andare all'Opposizione!
E lo fa scientemente!

Adesso capisco che tutte le dichiarazione dei suoi leader sono consapevolmente volte a non farsi votare!

Il PD & co. quindi può dire tranquillamente di essere un partito vincente e rivolto al futuro.
Perché sicuramente con le boiate che proferiscono ogni volta che aprono la bocca, vinceranno sempre le elezioni sì, ma per andare all'opposizione.


E BUON NATALE A TUTTI!



lunedì 20 dicembre 2010

Emergenza droga: Subito l'antidoping in parlamento!

Dario Franceschini si esprime sulla situazione politica attuale e sulle strategie da attuare:

«Siamo al livello massimo di emergenza democratica, i rischi sono fortissimi. Prendiamo un insegnamento dalla storia: i nostri padri, prima di fare le lotte partigiane, non si domandavano "sei per la monarchia o per la Repubblica?". Prima liberarono il Paese e poi iniziarono il confronto
politico. Dobbiamo ragionare allo stesso modo».

venerdì 17 dicembre 2010

Crying Pink Panther






Blake Edwards
26 luglio 1922 - 15 dicembre 2010

giovedì 16 dicembre 2010

pir(l)ofili

Anna Finocchiaro, presidente senatori PD, commenta gli scontri avvenuti a Roma:

«Abbiamo chiesto che il ministro dell'Interno riferisca in aula su tre punti rispetto a quelli che ieri erano chiaramente degli infiltrati nelle manifestazioni di Roma: vogliamo sapere chi li manda, chi li paga e che vogliono. Di tutto abbiamo bisogno fuorchè di un ritorno al passato»


 Io spero che ci siano degli agenti che si "infiltrino" nei movimenti cosiddetti antagonisti al fine di prevenire od almeno identificare gli attuatori di quella che è classificabile come una strategia terroristica ed eversiva.
Persone che si organizzano per portare armi in piazza e colpiscono a volto coperto.

Il PD come al solito gioca con il fuoco ed ha perso un'altra buona occasione per stare zitto.

mercoledì 15 dicembre 2010

Bindologica

Rosy bindi il 14/12/2010 dopo che il governo ha ottenuto la fiducia anche alla Camera dei Deputati:


Bindi: "...noi abbiamo incassato un allargamento  dell'opposizione ed un forte restringimento della maggioranza...questo è il governo Scilipoti [fuoriuscito dall'IDV] che si è prestato ai traffici di questi giorni"

Gruber:  anche il vostro ex del PD Calearo ha salvato il governo Berslusconi"


Bindi: "il voto di Calearo è stato un voto aggiuntivo"


Gruber: "ne avevate altri due che avevano abbandonato [ il PD]

Bindi" questo è successo prima ma sostanzialmente questo governo è caduto per due dipietristi [minuto 03:04]...

...che ci sia stata una compravendita è evidente  basta andare  nei siti basta andare nella rete [min 06:06]..c'è un'inchiesta  aperta della magistratura....


...noi siamo contro Berlusconi continueremo ad esserlo...

...Se Casini va con Berlusconi sarebbe un ribaltone, quello si'. Perche' Casini e' stato eletto con l'opposizione...



giovedì 9 dicembre 2010

la scala della vergogna

E così il 06/12/2010 si è messa in scena un'altra ignobile pagina di storia del kulturame italiano.

Nuovamente come accadeva nel 68 e nel 77, abbiamo visto gli Intellettuali(sic!) italioni  e non solo,  che mentre si accingevano a presiedere quella farsa che è la Prima  della Scala,  vestiti in smoking, solidarizzavano con le proteste violente dei kollettivi studenteski, dei lavoratori della kultura e degli immigrati (e sì, immigrati, non "migranti").

Ed in mezzo a prendersi le mazzate per difenderli oggi come allora, gli agenti della Polizia Italiana.
Per loro adesso come allora, nessuna solidarietà.

Ed il presidente Napoletano? 

E sì che stavano facendo il loro lavoro, però visto che il nostro solidarizza con qualsiasi cosa respiri,  visto che ha applaudito la declamazione da parte di Barenboing dell'articolo della costituzione di un paese a cui  il  Direttorio d'Orchite  non  appartiene, qualche parola per chi si prendeva le botte per difendere lui e quella banda di debosciati che lo circondavano,  avrebbe potuto spenderle.



Ma vediamo cosa ha detto l'ex procuratore  Borrelli, il Salvatore d'Italia:

 «il messaggio di Barenboim è stato un gesto di generosità per i manifestanti fuori» 










O il medico più  famoso nella storia per la Ricerca di Raccolta Fondi, Umberto Veronesi:

La cultura è istruzione e scuola e anche gli studenti - ha aggiunto Veronesi ricordando le proteste fuori dal teatro - hanno le loro ragioni». 



Lascio però la conclusione a Pier Paolo Pasolini ed alle parole che dedicò ai rivoluzionari d'accatto del 68' .


È triste. La polemica contro
il PCI andava fatta nella prima metà
del decennio passato. Siete in ritardo, figli.
E non ha nessuna importanza se allora non eravate ancora nati...
Adesso i giornalisti di tutto il mondo (compresi
quelli delle televisioni)
vi leccano (come credo ancora si dica nel linguaggio
delle Università) il culo. Io no, amici.
Avete facce di figli di papà.
Buona razza non mente.
Avete lo stesso occhio cattivo.
Siete paurosi, incerti, disperati
(benissimo) ma sapete anche come essere
prepotenti, ricattatori e sicuri:
prerogative piccoloborghesi, amici.
Quando ieri a Valle Giulia avete fatto a botte
coi poliziotti,
io simpatizzavo coi poliziotti!
Perché i poliziotti sono figli di poveri.
Vengono da periferie, contadine o urbane che siano.
Quanto a me, conosco assai bene
il loro modo di esser stati bambini e ragazzi,
le preziose mille lire, il padre rimasto ragazzo anche lui,
a causa della miseria, che non dà autorità.
La madre incallita come un facchino, o tenera,
per qualche malattia, come un uccellino;
i tanti fratelli, la casupola
tra gli orti con la salvia rossa (in terreni
altrui, lottizzati); i bassi
sulle cloache; o gli appartamenti nei grandi
caseggiati popolari, ecc. ecc.
E poi, guardateli come li vestono: come pagliacci,
con quella stoffa ruvida che puzza di rancio
fureria e popolo. Peggio di tutto, naturalmente,
e lo stato psicologico cui sono ridotti
(per una quarantina di mille lire al mese):
senza più sorriso,
senza più amicizia col mondo,
separati,
esclusi (in una esclusione che non ha uguali);
umiliati dalla perdita della qualità di uomini
per quella di poliziotti (l’essere odiati fa odiare).
Hanno vent’anni, la vostra età, cari e care.
Siamo ovviamente d’accordo contro l’istituzione della polizia.
Ma prendetevela contro la Magistratura, e vedrete!
I ragazzi poliziotti
che voi per sacro teppismo (di eletta tradizione
risorgimentale)
di figli di papà, avete bastonato,
appartengono all’altra classe sociale.
A Valle Giulia, ieri, si è cosi avuto un frammento
di lotta di classe: e voi, amici (benché dalla parte
della ragione) eravate i ricchi,
mentre i poliziotti (che erano dalla parte
del torto) erano i poveri. Bella vittoria, dunque,
la vostra! In questi casi,
ai poliziotti si danno i fiori, amici. 





lunedì 6 dicembre 2010

ronnie zapatero



Quasi meglio  del "cattivissimo" Ronald Reagan che nel 1981 licenziò 12000 controllori di volo in sciopero.

Questa volta il compagno socialista Zapatero ha utilizzato l'esercito per far tornare a lavorare i controllori di volo che scioperavano per una legge da loro ritenuta penalizzante.

Sotto la minaccia di essere deferiti seduta stante alla Corte Maziale e di vedersi piombarere addosso condanne  tra gli 8 e i 10 anni di carcere e di ritrovarsi pignorate case e conti correnti bancari, i "casualmente malati" controllori sono tornati sui loro  passi ed al lavoro.

Questa è la sinistra spagnola, da noi il PD e Nicchi, che ovviamente tacciono.

Così come hanno taciuto quando Green Revolution Obama ha rilanciato il nucleare.

Si conferma così nuovamente il fatto che, tra i paesi occidentali,  oramai solo in Italia continua ad esistere una sinistra  che si ostina a rimanere legata ad una ideologia stantia e sconfitta dalla storia, incapace di dare risposte concrete a quanto avviene a livello mondiale.

giovedì 2 dicembre 2010

wikifreaks

Dichiarazione resa da Mr. Johnny Stardust, funzionario capo del Dipartimento della Sicurezza Interna degli Stati Uniti, durante una conferenza, tenutasi a Las Vegas  presso il casinò Egyptian Nights, relativa alla gigantesca fuga di notizie riservate e diffuse da wikileaks:

"..quanto è capitato è imputabile all'avvenuto ed anche comprensibile, abbassamento della guardia sulla sicurezza interna a seguito della scomparsa di  Bobby Fisher,  il nemico n° 1 degli USA. Ricordo a tutti il mirabile dispiegamento di forze che l'Amministrazione  ha posto in essere per arrestare questo pericolosissimo terrorista..."


bobby dice la sua in merito alla fuga di notizie

mercoledì 1 dicembre 2010

ovvove! mi si è fusa la vendola!

Nichi Vendola commenta la gestione dell'ordine pubblico a Roma, durante le manifestazioni del 30/11/2010 contro la riforma dell'Università:


Roma "assediata da una vera e propria tenaglia militare, che ricorda altre epoche e altre capitali: Roma blindata e sequestrata come Santiago del Cile" ai tempi di Pinochet

martedì 30 novembre 2010

la pallottola spuntata non vola più


Regina, 11 febbraio 1926 – Fort Lauderdale, 28 novembre 2010

mercoledì 24 novembre 2010

deFlorato

 23/11/2010: Silvio Berlusconi  intervenendo in diretta telefonica a Ballarò, Raid3:

" Siete dei mistificatori ...lei ha una tecnica prima introduce un domanda parla di un argomento, lascia parlare quelli della sinistra e poi cambia argomento,  è una tecnica che funziona,   non può funzionare con me che se permette di tv ne so io più di lei. Buonasera e buon divertimento.”

martedì 23 novembre 2010

oncologia politica

 Margarita Ak47 in un'intervista al Corriere della Sera:

"bisognerebbe che l’opposizione si facesse sentire per eliminare il CANCRO del centrodestra".


Da un discorso di Konrad Lorenz:

"Proprio come con il CANCRO, il miglior trattamento è estirpare la crescita parassitica il più velocemente possibile, è necessaria la difesa eugenetica contro gli effetti sociali disgenici delle sottopopolazioni [...] Quando questi elementi inferiori non vengono eliminati del tutto dalla popolazione [sana], allora, proprio come quando le cellule di un tumore maligno proliferano per il corpo umano, distruggono se stessi e il corpo ospitante"

Fonte: A. Chase, The Legacy of Malthus: The Social Costs of the New Scientific Racism (New York: Alfred Knopf, 1980), p. 349 

giovedì 18 novembre 2010

lectio magistralis

Su wolfstep un  post indimenticabile.

mercoledì 17 novembre 2010

le strane amnesie di saviano

Saviano, in diretta sulla tv pubblica ha tra le altre cose detto:

"lombarda è l'economia in cui si infiltrano, lombarda è la sanità in cui si infiltrano, lombarda è la politica in cui si infiltrano"

"le mafie del nord che cercheranno di staccarsi di quelle del sud"

"accade che l'organizzazione come al sud cerca il potere della politica..al nord interloquisce con la lega....incontra Pino Neri un consigliere regionale della lega nord non indagato non arrestato..gli chiede un favore politico..." 


"la lega da sempre fa un contrasto culturale  alle organizzazioni criminali o repressivo.. non vogliamo che sia il soggiorno qui dei mafiosi, manette, repressione, d'accordo ...ma non basta la loro forza è nei soldi legali che l'imoprenditoria lombarda vuole e prende da decenni"

 "ogni volta che.... si incolpa solo una parte del paese come i soliti criminali che ci vengono ad invadere...ogni volta che un giornale manipola l'informazione perchè viene condannato il fondatore di un partito..si fa un favore a loro..."

Sono stupito.

Nel 1995 venne sciolto il il comune di montagna di Bardonecchia (provincia di Torino, Piemonte) per infiltrazioni mafiose, unico caso al nord.
Nel maggio del 2010 è stata svolta un'operazione di sequestro di beni riconducibili alle cosche della 'ndrangheta principalmente in Piemonte, Lombrdia, Calabria.
Nell'articolo linkato si legge:
"Un’altra circostanza ha colpito il numero uno della Dia piemontese ed è “la relativa rapidità con la quale sono stati accumulati i capitali mafiosi: meno di quindici anni”. La ‘ndrangheta ha messo radici in Piemonte – soprattutto nel Torinese, ma anche a Novara – da svariati decenni e, negli anni Novanta, è stata colpita da raffiche di arresti e condanne"

Sarà un caso ma Torino è la sua prima cintura comunale, è  governata praticamente da sempre dalla sinistra.
Lì l'ndrangheta è casualmente fortissima.
L'ente Provincia di Torino è governato da sempre dalla sinistra.

Ma Saviano s'è ne dimenticato o non lo sa.
Aveva lì Bersani, poteva chiedergli spiegazioni magari anche riguardo Bassolino.

Strano che Saviano, avendo lì anche Gianfranco Fini, non ha colto l'occasione per chiedere ai due leader di partito del perchè dell'appoggio di Futuro e Libertà e del PD  alla ennesima giunta Lombardo (andato al governo della sicilia con il PDL)  e dei presunti rapporti di questo con vari esponenti malavistosi locali.

Voglio dire.... cita la conversazione di un esponente locale della Lega non indagato, non arrestato, ma di Lombardo s'è scordato di parlare, sarà l'emozione.
A proposito, non so se Saviano sa che  un amministratore locale, ma anche un semplice impiegato pubblico che per dovere d'ufficio deve interloquire con l'utenza esterna,  ha a che fare con tante persone e non è che prima chiede la fedina penale o il certificato antimafia di ognuna.

L'unico partito italiano di cui parla è solo la Lega, strano.

Strano anche che le sue parole ricordino molto quelle pronunciate da Rosy Bindi all'assemblea del PD  a Varese:


 "Nei confronti della Lega è tempo di pronunciare parole chiare e smascherare un doppio imbroglio... sotto il profilo della legalità..sostiene il governo dell'illegalità a Roma....e che dire del ministro dell'interno che si vanta di aver raggiunto i più grandi risultati per avere arrestato latitanti...ha votato lo scudo fiscale che è stato il più grande regalo alla criminalità organizzata...il più grande radicamento dell'ndrangheta fuori dalle regioni di origine è nell'asse Pavia Varese..nei comuni governati dalla lega  "

Strano, no?

martedì 16 novembre 2010

due pesi due misure

Pare che ruby per farsi dare della baldracca  per 20 minuti abbia preso 2000 euro (privati).

Vauro ne prende 1000 (pubblici) a puntata di anozero, però non gli si può neanche dare dell'ipocrita.

lunedì 15 novembre 2010

confusa e felice

Dal discorso di insediamento  di Susanna Camusso, nuova segretaria generale della KCGIL:

”sarà un’avventura difficile non solo per gli attacchi alla CISL CGIL, ma per lo stato in cui si trova l’Italia”

venerdì 12 novembre 2010

viva la simpatia

 Su Far from an azur river un simpatico commentatore ha espresso questa interessantissima opinione



"hai perfettamente ragione Attila, ai veneti va tutta la solidarietà di questo mondo, e ci mancherebbe, oltre a tutti gli aiuti possibili. Magari avessero rotto il cazzo un po' meno in questi ultimi 15 anni con quell'aria snob della serie "fuori da qui è tutta cacca negra", forse andrebbe loro anche un po' di simpatia in più. Non dico sia giusto così, ma è il normale rapporto di causa-effetto"

Questa mirabile opinione mi ha fatto ricordare che quando l'immigrazione  era al nord ancora un fenomeno non di massa, al sud l'intera fase di raccolta dei prodotti agricola era già fatta fare da extracomunitari schiavizzati e se provavano solo a parlare gli sparavano addosso.
In maniera "simpatica"  però.

Le azioni squadriste contro gli schiavi neri che riempono le tasche dei "simpaticissimi" meridionali grandi esportatori nel mondo di holdings quali la mafia, camorra, andrangheta e sacra corona unita, sono iniziate nel "simpaticissino sud".


E no, al nord non è così, la raccolta agricola non funziona così,  è  locale e spesso  oragnizzata in cooperative, vedasi ad esempio la raccolta delle nocciole in piemonte.

Quando ventanni fa, ripeto, al sud, i "simpatici" agricoltori locali stavano in veranda con il fucile in mano a badare che gli schiavi neri raccogliessero i pomodori/arance ecc., al nord un mio compagno di liceo andava a fare la raccolta delle mele regolarmente pagato.

Guardate che belle situazioni simpatiche al sud i comici meridionali allestiscono per gli schiavi neri.

Un agricoltore  meridionale intervistato da un telegiornale ci teneva a distinguersi dai suoi colleghi affermando che lui in "negri" non li voleva perchè erano peggio dei cani.

Però sono i veneti gli "antipatici".
Se poi c'è un popolo che non associo al concetto di "snob" sono proprio i Veneti, gente terra a terra, poche parole e tanti fatti.

Comunque il Veneto è l'unica regione italiana che produce e versa più contributi/tasse rispetto a quello che riceve.
Quindi economicamente è in attivo e può mandare a fare in culo il resto dell'Itaglia (sic!), spero lo faccia.

1 + 1= 3

Rutelli a Rai Uno Mattina del 20/10/2010:

«La difficoltà della maggioranza è che da 16 anni non fa le riforme che interessano tutti i cittadini»

Durate in giorni dei governi italiani dal  10/05/2010 al 19/10/2010, divisi per schieramento*

csx = centrosinistra
cdx = centrodestra

tipo inizio fine        durata giorni
cdx 10/5/94 17/1/95 252
csx 17/1/95 17/5/96 486
csx 9/5/96 9/3/01 1765
cdx 30/5/01 27/4/06 1793
csx 28/4/06 6/2/08 649
cdx 29/4/08 19/10/10 903


Totale dei giorni per schieramento
tipo Totale
cdx 2948
csx 2900
Totale complessivo 5848



* il governo tecnico di Lambero Dini (17/01/95 - 17/05/96) è stato considerato di centro sinistra, considerato l'appoggio esterno dato dall'Ulivo.

giovedì 28 ottobre 2010

lacrime di coccodrillo

Uno ha un problema muscolare ed è in attesa di un'operazione chirurgica, giustamente si mette in MUTUA PAGATA per più di 10 giorni, giustamente perchè non può fare sforzi e quindi lavorare.

L'obbligo in questi casi è che il lavoratore in mutua, oltre a farsi trovare nelle fasce previste per l'eventuale visita fiscale, si astenga da comportamenti che possano ritardare  la guarigione o peggiorare la situazione fisica che ha determinato tale impedimento, perchè comunque gli stanno pagando lo stesso lo stipendio anche se non sta lavorando.

Però a stare a casa in mutua uno probabilmente si annoia ed allora un giorno si sveglia e va a fare questo.

Però qualche malizioso/crumiro/abberlusconiano/nemico del sindacato si chiede:
"Oh, bella! ma se uno è in mutua pagata  perchè va  a fare 'ste cose? a 'sto punto poteva anche andare a lavorare!"

E così capita questo  e poi giù a piangere .

mercoledì 27 ottobre 2010

Nomadismo culturale

             Il gruppo ludicoricreativo  "Sturmo e Drango", in formato ridotto, conscio dell'importanza della cultura nella società moderna,  ha apportato il suo contributo di esegesi  relativamente ad un post di "haute culture" su alfabeta2, trasformandolo a tratti in "hot culture".

Si segnala l'intervento, a chiusura dei commenti, del redattore del post, Italo Testa, che denota uno afflato consono allo spirito zingaresco.
 
I giocatori (elenco parziale in aggiornamento):
 
Colonia Lunare  as Ghignagatto
LateThink as Normanno
Rehov nahum as Samuele
Attila as Nestani 
il sottoscritto as Palindromo
altri
 

palindromo 11 ottobre 2010 alle 14:36
Interessante l’osservazione come le parole “siano” opache nella realtà dei fatti. Stavo giusto riprendendo in mano, giusto ieri le “Ricerche Filosofiche” di Wittengstein e lì la problematica dell’uso delle parole è il leitmotiv di tutta l’opera, la logica profonda che soggiace al discorso, il suo utilizzo, il gioco linguistico. Ad una lettura superficiale parrebbe che quanto sostiene il filosofo tedesco sia quasi una presa di distanza dalla “metafisica della poesia” , in realtà l’applicazione della definizione del “gioco linguistico” sdogana tale medium dall’alveo di insensatezza ove alcuni vorrebbero collocarlo. Saluti.
Nestani 11 ottobre 2010 alle 15:47
L’Arcadia di cui tutti si permettono di discettare è il nostro inferno! Quei prati su cui pascolerebbero le greggi, quelle acque che potrebbero sembrare placide, quelle fronde troppo verdi sono le trappole di chi vuol scrivere in versi, di chi ha bisogno di trascrivere quello che ha dentro attraverso il fuoco della poesia. Alle volte invidio i candidi bruti che non debbono esprimere il loro pensiero, in quanto non hanno alcuna necessità che non sia penosamente corporale. Quelli vivono allegramente la loro vita nella pienezza, mentre io mi trovo ad arrovellarmi su un termine, su un passaggio, su quell’immagine che non si compone mai così nitidamente quanto io voglio che appaia. Per loro è il luogo fisico di dove si trovano là nell’istante che fugge, non ha niente, non ha contorni, è tutto sfumato nella loro immediatezza. Ed io mi contorco su un verso di quell’Arcadia che, nel mio tentativo di farla vivere pienamente, diventa rossa come la fiamma che la poesia fa ardere come un ciocco dentro ad un vecchio focolare procurandomi una pena senza soluzioni. Nestani
Normanno 11 ottobre 2010 alle 16:09
Ma può esistere un luogo senza contenuto? E un contenuto esiste senza memoria? Certi “luoghi” pregni di vissuto sono solo entità tridimensionali o va loro aggiunta la dimensione del pensiero? Sono i primi interrogativi che mi sono venuti alla mente leggendo questo post con il quale non concordo solo nell’affermazione che le poesie non ricordino. A mio avviso le poesie sono piene di ricordi che, però, non si manifestano con le parole in esse contenute ma nelle sensazioni che suscitano durante la lettura. Sono questi sentimenti i veri ricordi insiti nella poesia.
Ghignagatto 11 ottobre 2010 alle 16:26
La parola “luogo” per sua natura non può non rimandare in continuazione nel non-spazio, in quel luogo del disastro di blanchottiana memoria. Topologia della gelassenheit, “luogo” è schiudersi della spazialità attraverso il linguaggio, è il rasoio di Ockham che spalanca la scatola nel quale è rinchiuso il gatto di Schrodinger, è la casella vuota dei sentieri destinati ad interrompersi, ma è anche lo spazio dello scambio simbolico e della morte. Il luogo è lo spazio del delitto, ed anche se il delitto non è perfetto, lo è nel suo rimanere identico a sé attraverso le infinite variazioni. E sulla base di tutto questo non è possibile far finta di nulla, come se Roussell o Robbe-Grillet non avessero mai tracciato geografie di spazi lisci percorsi da linee di fuga destinate a convergenze eternamente parallele. Non a caso, le aperture metafisiche delle geometrie riemanniane rimandano al luogo in quanto tale, nel suo essere apertamente chiuso su sé stesso. Ed il curvare le superfici piane cartesiane è proprio ciò che ha permesso a Riemann di far sì che lo spazio liscio diventasse luogo curvo, avvolgente ed allo stesso tempo richiudentesi su se stesso. In ogni campo della contemporaneità, il luogo (come anche il movimento, entità compulsivamente speculare) non può non essere (s)oggetto di confronto, del suo aprirsi alla penetrazione come nel rimanere chiuso dietro le barriere che alza per tenerci a distanza. E’ la rigogliosa apertura della poesia della Michaels che accoglie gli sguardi tra floride esuberanze, come anche è il senso opprimente di condanna ad un destino inevitabile dei versi di un Bousquet che afferma che la ferita esisteva prima di lui e che lui è nato per incarnarla. E’ la fierezza di un D’Annunzio o di un Yeats, come anche di una Jansen o di una Lane, ma è anche la secca lucidità di un Montale che, alla fine, ci invita a non chiedere la parola.
Samuel 11 ottobre 2010 alle 18:23
Mi sembra pero’ centrale la questione dell’identita’. Se non comprendiamo il soggetto come socialmente costruito, facendo tesoro della lezione di Benjamin, finiremo sempre e comunque per tracciare una linea illusoria di confine tra vero e falso. Q quel punto anche la poesia, anche la parola, insomma qualsiasi poiesi diventa feticcio, merce, moneta. E la moneta cattiva scaccia quella buona.
Normanno 11 ottobre 2010 alle 22:35
Alle pur ottime osservazioni di Ghignagatto vorrei aggiungere che Riemann, attraverso un percorso meramente poetico, sebbene metafisico, riesce a cogliere con stupefacente anticipo l’essenza di quello spazio che poi Einstein saprà tradurre in leggi fisiche. In quest’ottica il nostro concetto di “luogo” diviene elemento di congiunzione tra fisica e metafisica, tra scienza e coscienza, tra universo e Uomo. Non è un caso che solo le menti più acute siano in grado di concepire spazio, tempo ed infinito. Tre concetti alla base della teoria di Caponegro secondo la quale possedere uno dei tre rende irrilevanti gli altri. Del resto come non vedere la Luce in questo studioso e come dare torto alla sua teoria: se possiedi l’infinito, spazio e tempo non contano nulla avendo tu la possibilità di percorrere tutto lo spazio in tutto il tempo che vuoi. Se possiedi il tempo, nulla ti impedisce di percorrere lo spazio all’infinito. Se possiedi lo spazio, puoi piegarlo a tua necessità e rendere irrilevante il tempo necessario a percorrerlo e corte a piacere le infinite distanze. Anche qui solo Einstein, con la teoria della relatività, riuscirà a dare fondamento scientifico a queste intuizioni. Ma molto tempo dopo e senza lo stesso afflato poetico.
Samuele 12 ottobre 2010 alle 09:59
Tutto vero, anche se l’ultima produzione di Riemann, penso sopratutto alla silloge Poems from a Back Orifice, sembra avviato verso una decostruzione del tessuto narrativo, quando capovolge la prospettiva imenea. Non e’ Jethro Pound, quello no. Probabilmente piu’ Ezra Tull, o una sintesi dei due.
palindromo 12 ottobre 2010 alle 10:06
Noto con piacere come il connubio scienza-poesia qui sia stato meravigliosamente espresso dai commentatori. Riemann, Einstein, Caponegro… Al proposito vorrei sottolineare la meravigliosa opera di M. Wells purtroppo reperibile solo in Inglese “In the Gadda land: science and language in the works of Carlo Emilio Gadda”, new york, 1996, dedicato all’ingegnere elettrotecnico il cui contributo nell’innovazione del linguaggio letterario non è a mio avviso stato in pieno compreso e valorizzato. La fronda antiscientista tipica del nostro paese ha sempre narrato di una netta dicotomia tra il lavoro svolto dal grande romanziere e la sua opera letteraria vista come fuga da un quotidiano opprimente. Nell’opera citata invece, testi in una mano e biografia nell’altra, si dimostra come il rapporto tra gli studi di Gadda è la sua opera fossero componenti sinergiche nel suo agire creativo.
Nestani 12 ottobre 2010 alle 11:43
Non sono d’accordo Normanno, la riduzione a mero e gretto discorso scientifico affligge lo spirito della poesia che aleggia costante sull’opera che ognuno di noi, pervaso, si affligge nell’esplicitare. Sarebbe un banalizzare quel fuoco che non può e non vuole essere soggetto alle leggi fisiche, sarebbe come ridurre a pauperi termini economici il valore di un componimento. Io scrivo nell’intimo del mio studio perchè ho la necessità fisica di esplicitare quanto sgorga possente dal mio animo. Se non pubblico perchè sono gelosamente possessivo nei confronti del mio privato, significa che i miei versi non hanno valore? Siamo disposti davvero a sacrificare la nostra arte ai valori mondani? Siamo davvero disposti a sacrificare sull’altare del Mondo, qualcosa che non può essere ridotto a vile prodotto del suddetto Mondo, ma è qualcosa che nasce ben oltre? Io, il mio fuoco, la mia passione, ciò che mi fa soffrire, ma mi inebria, non la riesco a ridurre ad una mera massa riconducibile ad comune legge fisica. Tieniti i tuoi scienziati, che non immaginano nemmeno quell’Arcadia con cui noi, dall’animo intriso di una forza che nessuna legge fisica potrà mai contenere, dobbiamo combattere ogni qualvolta il fuoco esplode fragoroso cercando quel troppo stretto sentiero di uscita che solo la penna sa dare. Nestani
palindromo 12 ottobre 2010 alle 11:59
e ciò mi ricorda la celebre domanda: “qual’è il rumore di un albero che cade in un bosco?”.
Normanno 12 ottobre 2010 alle 12:03
La domanda è fasulla: “Il rumore di un albero che cade in un bosco” è irrilevante. Ciò che conta è il silenzio che segue alla caduta che non è dissimile a quello presente prima. In questo a significare l’irrilevanza di un singolo essere.
palindromo 12 ottobre 2010 alle 12:12
il momento è fasullo, l’attimo non si confonde tra un prima ed un dopo aprioristicamente fondati
Normanno 12 ottobre 2010 alle 12:15
Se il momento è fasullo e pure fasulla è la domanda, come può esserlo l’intero? Questo è il vero dilemma: esiste il bosco? Esiste l’albero? Ma soprattutto: esiste chi ascolta?

Samuele 12 ottobre 2010 alle 12:16





Sono perfettamente d’accordo con Normanno. Quello che crea la poesia, poiesis, non e’ il pieno della parola, ma il vuoto del silenzio che la circonda. In questo senso trovo pertinenti le osservazioni di E. Angelina, sulla parola come bassorilievo nel secondo Heidegger.
Che poi uno di voi due (non fatemi dire chi) sia stato ingiustamente bocciato al concorso per ordinario, questo non c’entra nulla. Per favore manteniamo il confronto a livelli civili. Facciamoci, come dice il Maestro, conoscere e non riconoscere.
Con stima.
palindromo 12 ottobre 2010 alle 12:24
non tiriamo fuori questioni non inerenti all’argomento del post, per cortesia. Citare a proprio comodo heidegger quando il confronto si fa ficcante non mi pare corretto. Con stima.

Normanno 12 ottobre 2010 alle 11:57





Vedi, caro Nestani, spiace vedere come l’impeto poetico ti abbia fatto equivocare le mie parole.
Il riferimento ad Einstein non era nel senso brutale di concepire la poesia come una emanazione della scienza o nel volerla imbrigliare in leggi che nulla hanno a che fare con essa.
No. Era solo un modo per esaltarla fino a portarla in un mondo che non è uso adottarla. Era il mio modo per dire che anche la fredda scienza non può prescindere dalla constatazione che la poesia sia in tutto ciò che ci circonda. E la dimostrazione è che Einstien sia arrivato con fatica laddove un poeta è arrivato con l’immediatezza del suo afflato.
Padre Jean Marie Default era un illustre matematico ma senza l’apporto della poesia, in cui era maestro dato che amava segretamente Madame De Recovery, non sarebbe mai arrivato a formulare le sue teorie.
Quando uno scienziato afferma di avere avuto il “lampo di genio” spesso non ha fatto altro che poesia. Poesia del movimento, poesia dell’osservazione, poesia del contatto, poesia… nella scienza.
palindromo 12 ottobre 2010 alle 12:06
Caro Normanno hai colto nuovamente l’essenza della questione: il profondo pozzo in cui il pendolo degli attimi batte il lento scorrere degli eventi porta allo scoccare della scintilla dell’atto fondante, vita che si fa micromica percorrenza di singoli accadimenti che ad un’occhio distaccato disegnano piani multidimensionali.
Nestani 12 ottobre 2010 alle 12:50
No, il nostro tormentato animo deve rifuggire la scienza, che è merce per chi non può elevarsi. La scienza è materia per chi non ne ha abbastanza del rincorrere quotidiano dietro alle questioni del Mondo, a chi non riesce a staccare lo sguardo da ciò che ha di fronte, da chi continua a volere senza motivo. Il poeta deve staccarsi, deve ritrovare costantemente la sua Arcadia, il suo giardino interiore da cui sgorga come un unico afflato la passione ed il tormento, l’estasi e il dolore di un esplosione sempre rinnovata da una forza che nessuna scoperta biologica potrà mai, non dico spiegare, ma nemmeno descrivere. Il poeta è l’unico che può elevarsi nella sua interiorità facendo sgorgare quel luogo di cui tutti sanno, ma che nessuno ha la capacità di esprimere. Nestani
palindromo 12 ottobre 2010 alle 13:32
“nel giardino del silenzio fiorì la gramigna del dubbio” Ibn Alam, da “Il perdono onirico ed altri racconti” Ed. Esperidi

Samuele 12 ottobre 2010 alle 12:23





scusate se mi intrometto, mi sembra che siate ancora fermi alla dicotomia delle due culture, scienza versus letteratura, e questi sono dibattiti superati gia’ negli anni Cinquanta [qualcuno dovrebbe avvisare le commissioni per i concorsi, soprattutto nelle Universita' del Sud].
Per il resto, e non mi importa piu’ di tanto essere riconosciuto, io sono d’accordo con A. RRapaho. L’Italia manca di cultura in senso scientifico e di scienza in quanto culattura. E’ un peccato che Klister abbia cessato le pubblicazioni, era una rivista davvero stimolante, magari in Italia qualcuno puo’ riprenderla come sito web?
Normanno 12 ottobre 2010 alle 12:30
Ho il vago sospetto che tu sia un Troll. Se vuoi discutere seriamente lascia perdere riferimenti a riviste più o meno stimolanti. Io e gli altri stiamo parlando seriamente, se vuoi partecipare ti chiedo di fare altrettanto e rispettare il blog su cui intervieni.

Samuele 12 ottobre 2010 alle 12:38





Veramente non capisco come mai, in un dibattito dedicato al confronto tra parola e silenzio, ci sia sempre, dico sempre, qualcuno che cerca di zittire l’interlocutore. Quasi fossimo, chesso’, in una jam session.
Bisogna essere disposti a un corpo a corpo con singoli vocaboli. O affrontare la corporeita’ del vocabolario.

Ghignagatto 12 ottobre 2010 alle 12:51





Credo che si sia perso un po’ il senso del discorso. Che ci sia stato un allontanamento dal luogo, sarebbe il caso di dire. Non ricordo più chi citava la Caponegro, e la citazione era quantomai penetrante. La Caponegro, come anche la Lynn, o più recentemente la Lane o la Grey (ed innumerevoli altre), sono riuscite ad offrire una visione del luogo oscuro, in virtù della loro evidente femminilità, come spazio non più nascosto, ma offerto alla visione. Il loro luogo, che in un certo senso è l’elemento comune delle loro produzioni artistiche, è qualcosa che si rivela spazio finalizzato alla scoperta ed alla esplorazione. Alla penetrazione, appunto. E’ la rosa che si schiude grazie alle cure del giardiniere, il bocciolo che si apre per accogliere l’ape. Il loro luogo si manifesta nella apertura della non chiusura, nel rendersi aperto ed accogliente da parte di qualcosa che per sua natura comunque non è e non potrebbe essere chiuso (pena l’impossibilità di sopravvivenza del soggetto stesso). E la gioia che la visione dei loro luoghi offre ai fruitori che decidono di avvicinarsi alla loro arte è qualcosa che mette in discussione perfino il manifestarsi di un potere autoritario attraverso la voce di una morale condivisa.

palindromo 12 ottobre 2010 alle 13:28





@ ghignagatto
Ti ricordo che le opere delle autrici da te citate furono però ridimensionate nel celebre pamphlet di James Rock o’Sicold “Holes and hard ons in the stream of consciousness: a polemic essay”.
@ samuele
con lei ci siamo già confrontati in altro luogo, la pregherei di non insistere oltre.
Ritengo che il suo valido apporto dialettico dovrebbe concentrarsi sulla problematica inerente alla poetica dei luoghi, più che alla polemica dei luoghi.
samuele 12 ottobre 2010 alle 18:49
palindromo, parliamoci chiaro. Non mi va di riaprire vecchie ferite, ma: qualcuno, anche in questa conversazione, ha parlato della differenza tra citazione e scopiazzatura. Veda di ripassarsi il contributo e magari anche di riprendere in mano gli scritti di Deleuze, e soprattutto il saggio sulla ferita epistemica ovulare, che in Italia ha trovato piu’ imitatori che intenditori (fatti salvi, ovviamente, M. Frajese e L. Borgia).

palindromo 12 ottobre 2010 alle 13:47





Scusate ma questa stimolante discussione mi ha fatto venire in mente le parole, quanto mai attuali di Antonin Artaud:
« Il SURREALISMO non è un movimento espressivo nuovo o più facile, né una metafisica della poesia; è un mezzo di liberazione totale dello spirito »
Da brividi, da brividi.

Nestani 12 ottobre 2010 alle 13:50





Voi citate, citate, citate… ma quando si cita, inconsapevolmente, si copia.
Ecco, vi invito a prendere a due mani la vostra fantasia e librarvi alti nell’Arcadia del vostro interiore, per poi rituffarvi repentini nell’estasi di un momento in cui la poesia trabocca dalla penna direttamente sulla carta.
Non inseguite icone che vi appaiono irraggiungibili, ma concentratevi sul quel fuoco che dimora presso di voi, sviscerate ciò che di più sacro avete nelle vostre viscere. Non abbiate paura di urlare a voi stessi: io mi amo attraverso la poesia!
Non siate come coloro che cercano nei libri quell’arida verità che sgorga pregna di ancestrale vita dall’interno del vostro io più recondito.
Tutti sono capaci di attaccarsi all’opera altrui, ma a quale prezzo? Siamo certi di voler svilire il nostro qui e adesso, per inseguire dei modelli che non sono nostri?
Nestani
palindromo 12 ottobre 2010 alle 13:54
amo, amo di un senso profondo e colgo il pulsare notturno colto nel suono ora mi pare più grande
samuele 12 ottobre 2010 alle 18:52
Ma non e’ possibile, questo (come direbbe R. Schicchi, nel suo saggio sul Petralcina) e’ kitsch del piu’ deteriore! E’ cosi’ pesante l’apparenza della ideologia patriarcale, misogina, fenotipica, e romboidale, gonorroidica direi che uno, davvero, si chiede se stiamo scherzando. Ma siamo seri, suvvia.

Normanno 12 ottobre 2010 alle 13:59





Caro Nestani, anche tu copi nel momento in cui chiami Arcadia, termine che non certo hai inventato, il tuo interiore.
E inviti noi a librarci nella nostra Arcadia.
Attenzione a non confondere la copia con la libera interpretazione o, più pericolosamente, con il giusto riconoscimento del capolavoro di altri.
Non tutto può essere fatto autonomamente, ma la soddisfazione massima viene dalla comunione di corpi e menti.
Spada e calice furono fatti per essere uniti non per giacere separati ad osservare la propria solitudine.
palindromo 12 ottobre 2010 alle 14:09
“Una cieca e inflessibile mancanza di disciplina in ogni tempo costituisce la vera forza di tutti gli uomini liberi” Alfred Jarry
samuele 12 ottobre 2010 alle 19:00
Normanno, ma quando parli di capolavoro, cosa intendi? Perche’, per esempio, io trovo questionabile definire Manolesta di Raffaele Ernesta un capolavoro, mentre non ho alcun problema, e sono certo che concorderai [1] con l’opera completa di Federica Ficalunga. [1] delle recensioni pubblicate a tradimento parleremo un’altra volta.
Normanno 12 ottobre 2010 alle 19:43
Francamente, Samuele, non so più cosa pensare. Inizialmente credevo fossi un troll, ora credo che tu mi abbia scambiato per un’altra persona. In ogni caso semri troppo documentato per essere un troll ma sicuramente le tue citazioni ti inquadrano in un ben preciso contesto storico-culturale che, probabilmente, non mi appartiene. Da qui, penso, le nostre divergenze di opinione. In ogni caso le uniche recensioni di cui sono autore sono regolarmente pubblicate e di argomento decisamente più aulico. Sul fatto che un capolavoro sia nell’occhio di chi guarda non ho problema alcuno ad ammetterlo ed, anzi, lo ritengo un fondamento della “libera arte in libero corpo per una libera mente”.

Nestani 12 ottobre 2010 alle 16:39





Normanno, mi deludi, Arcadia è solo appellativo, potevo nominarla Eden o Isola che Non C’è, è colà dove il nostro animo si inabissa per esplodere in un profluvio di sensazioni nell’estatica ed altresì dolorosa emozione che ci porta a brandire la penna come un maglio per irrorare le messi dell’ispirazione che spinge al raggiungimento del sublime.
Nestani
samuele 12 ottobre 2010 alle 18:56
Ben detto, Nestani. E comunque la Arcadia, come dimostrato da P. Etomane, e’ una figura femminile, passiva, inventata per dare risalto alla potenza fecondante del maglio maschile. Insomma, ogni volta che si parla di Arcadia si reca un altro affronto al movimento di liberazione delle donne e si perpetua una meccanica coloniale di dominio. Ideologia, niente altro che ideologia.
Ciro Cazzaniga 13 ottobre 2010 alle 01:43
Salve, leggo da molto, mi sento però adesso chiamato in causa, da Nestani. Al link si trovano contenuti scelti dell’opera di Panikkar, documentati da Werner Weick per la radio svizzera RSI: http://www.rsi.ch/mondivicini/welcome.cfm?idg=0&ids=899 Nella conversazione dedicata ai “luoghi” della religione affiora uno dei concetti più originali tra i molti temi cari a Panikkar: quello della cristianía, in alternativa alla cristianità e al cristianesimo. Che ricostruisce la particolare natura della chiamata spirituale del sacerdote cattolico Raimon Panikkar. Per certi versi e con i limiti della giustapposizione, alter ego del laico Tiziano Terzani – mi pare ateo, se ateo può considerarsi un Tiziano Terzani. Senza ulteriormente entrare nel merito dell’Arcadia, trovo ridicole le tesi che la ridicolizzano, o tentano di farlo. Se uno ne parla masticando chewing gum, mentre scommette a betfair è probabile che possano diventare plausibili persino certe perle di saggezza. Il legame sociale delle “Ricerche Filosofiche” del Wittengenstein non può essere liquidato come un vetusto lascito del passato. Pertanto non essendone parte, provo almeno ad astenermi da un giudizio che muove da pregiudizio, piuttosto che da un preliminare approfondimento, ove questo fosse financo sufficiente. Personalmente non lo farei: ma non mi permetto di affermare che chi si batte a sangue è un burattino nelle mani di chissà chi. Magari del parroco che conta, nella situazione concreta, quanto il due di picche. Ciro Cazzaniga

Normanno 13 ottobre 2010 alle 08:27





Comunque, tornado all’oggetto del post e cioè i luoghi e volendo dare un esempio di capolavoro (che ovviamente è tale a mio giudizio e nella mia sfera di interesse), non posso non ricordare il magnifico “Il pedriolo elvetico” di Elmex.
Un’opera maestosa nella quale l’autore usa la scrittura come un immenso imbuto attraverso il quale riesce a far “entrare” nella mente del lettore una cacofonia di concetti. Concetti tutti riconducibili, però, al soggetto “luogo”: luoghi come spazi, le alpi svizzere; luoghi come interfacce di comunicazione, i dialetti locali; luoghi come culture, le tradizioni orali.
Non a caso Elmex cita spesso l’opera di Tael, un cantore delle tradizioni ticinesi.

palindromo 13 ottobre 2010 alle 11:05





Vorrei infine fare riferimento ad un concetto legato al “luogo” inteso in senso “topologico” del post riferrendomi al concetto di “nuvola di significati” introdotto da R. Schicchi nella sua opera “il luogo nuovo, metatecnica interpretativa”.
Nella definizione geometrica della dispersione del “significato” si costituisce un grafico n-dimensionale definente uno spazio geometrico variabile definito dal Cripter “spazio zingaro”.
Punti raccoglientisi in un luogo, in un tempo e creanti solidi densi sfaccettati alla n-derivata.
saluti.

Helmutart28 13 ottobre 2010 alle 16:28





Il poeta non comprende la parola luogo anche se nel tempo vi è una forma tattile e visiva, il poeta potrebbe nascondersi dentro una valigia e passare da un continente all’altro lasciando solo impressioni premature e incondizionate dall’uomo.
Vi è un luogo mentale dove si formano i pensieri del poeta che scinde l’emozione dal presente, mentre l’amaca oscilla davanti al mare o nelle fogne di una città inesistente,la fine di un discorso o di una singola parola.
Il poeta arranca in mondi lontani, metafisici, creati dai numeri e dalle cose, impartendo lezioni d’animo.
Potrebbe scrivere i suoi versi immerso nell’opinione di ogni cosa , emarginando i testi scritti da i grandi pensatori. Nella moderna visione del nostro millennio la parola luogo trova la non esistenza e arranca nelle pagine web, lasciando interpretare al poeta la favola della vita
dentro al luogo incondizionato della sensibilità.
Il poeta non esiste, è una figura marginale creata dalla gente,
nell’attimo in cui l’uomo cammina lungo le rotaie del presente.

italo testa 14 ottobre 2010 alle 12:43





opacità dei luoghi e opacità dei giochi. c’è un intreccio, che son proprio diramazioni, le stratificazioni del linguaggio, i suoi nodi, ad opporsi ad una presa trasparente, a resistono ad una liquidazione logica senza residui.
nell’opacità c’e’ anche il nodo mnemonico: certo dei versi possono suscitare ricordi, ma e’ nel captare uno strato di memoria non disponibile, in qualche modo anteriore al soggetto, non trasparente al suo ricordo, che un verso risuona

lunedì 25 ottobre 2010

la volpe e l'uva

Mercede Bresso a Repubblica, dopo la sentenza del consiglio di Stato che ha bloccato (definitivamente) i riconteggi delle schede elettorali relative alle elezioni regionali piemontesi del 2010 che la videro sconfitta,

"Continuerò a lavorare in Consiglio regionale e in Europa. Sono un' europeista convinta e devo dire che questo lavoro a Strasburgo mi piace anche più di quello di Presidente della Regione"

giovedì 21 ottobre 2010

sad days



Tom Bosley
1/10/1927- 19/10/2010

lunedì 18 ottobre 2010

autunno

 




Ah l'autunno,
melanconico e dolce,
come il prepararsi per bene
pria di andar a dormire
sotto la bianca coltre
che l'inverno spande.




I caldi colori di terra e legno
coloran  i viali di foglie inondati
ed odi, da sotto i tuoi piedi,
di cuoio calzati,
lo scricchiolio provenir...

Sino a che una lontana impressione
del mutar della superficie d'appoggio 
non ti fè volgere l'occhio sognante a terra ,
t'appare, come folletto giocoso lesto alla celia, 










mezzo chilo 
di merda di cane


 
e lì pensando a colui che,
nel vagare pei luoghi desueti, 
trova ristoro e conforto
nell'affetto del nobile animale 
che dal lupo orgoglioso discende
dalle labbra ti  fiorisce l'augurio 
che il destin, presto,
dal mazzo dei giorni, 
il meritato arcano
coglier gli faccia.








BASTARDO.





martedì 12 ottobre 2010

PD = Poteri Demoscopici

 Rosy Bindi all'assembela del PD tenutasi a Varese l'8/10/2010,
(link: minuti 26:23 - 26:40  ;   27:27 - 27:42)

"io credo che ormai questo governo la sua maggioranza siano davvero minoranza nel paese ..ecco io vedo che qualcosa sta cambiando non abbiamo bisogno di sondaggi perché crediamo che i sondaggi non siano ancora capaci di capire il cambiamento..."

lunedì 11 ottobre 2010

Ossessionato? Io? E perchè?

Da un'intervista rilasciata da Bersani al Corriere della Sera


"Non siamo oltre Berlusconi. Siamo in un secondo tempo di Berlusconi, ed è la fase più pericolosa. La fine del berlusconismo non sarà un pranzo di gala, Berlusconi non se ne andrà bevendo una tazza di tè, ma preferirà il "muoia Sansone con tutti i filistei". «Chi maltratta il Pd rifletta, rischia di tenersi Berlusconi, è più di un rischio, senza di noi Berlusconi non va a casa».